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martedì 20 marzo 2012

Definizione della professione di pedagogista



1.        Il Pedagogista è lo specialista dei processi educativi e della formazione in possesso di specifica laurea quadriennale o quinquennale (3+2). L’esercizio della professione di pedagogista comprende l'uso degli strumenti conoscitivi,, metodi,metodologie, tecnologie, strategie e tecniche d’intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di assistenza, di consulenza e di trattamento abilitativo e riabilitativo in ambito educativo, culturale e pedagogico rivolte alla persona, alla coppia, alla famiglia, al gruppo e alla comunità. 
2.         Il pedagogista può svolgere, presso le Pubbliche Amministrazioni e nei servizi pubblici e privati, compiti e funzioni di consulenza tecnico- scientifica e attività di coordinamento, di direzione, di monitoraggio e di supervisione degli interventi a valenza educativa, formativa e pedagogica in particolare nei comparti: educativo, sociale, sanitario e penitenziario; nonché attività di orientamento scolastico e professionale, di attività di promozione culturale anche attraverso l’organizzazione d’iniziative tecnico-scientifiche, la produzione e diffusione di pubblicazioni, l’allestimento la consulenza e l’aggiornamento di siti specialistici e lo svolgimento di consulenze on-line;
3.        Il pedagogista svolge altresì attività didattica, sperimentazione e ricerca nello specifico ambito professionale. 
Il pedagogista potrà intervenire direttamente in contesti educativi e sociali dove la sua competenza pedagogica indirizzerà l'iter formativo e riabilitativo di persone che vivono situazioni personali e socio-affettive molto difficili e coordinerà gli educatori sociali e sanitari, i psicologi junior e gli assistenti sociali triennali.
Il pedagogista può trovare collocazione, in qualità di dipendente o libero professionista, aprirsi uno studio privato o studio associato con colleghi o avvocati, psicologi, filosofi, sociologi, medici. Il pedagogista può, inoltre, operare in qualità di libero professionista in tutti i settori previsti dal ruolo.
Potrà esercitare la sua azione in agenzie educative, in strutture pubbliche e private che si occupano, dall'infanzia all'età adulta, di persone con profondi bisogni specifici. In particolare è in grado di assumere ruoli molto qualificati nell'ambito della consulenza, supervisione, formazione, coordinamento, progettazione .
c) esplicitazioni sintetiche del profilo professionale
Il pedagogista nel sistema integrato di servizi creato con la legge 328 interviene per il soddisfacimento dei bisogni educativi presenti nella nostra comunità, soprattutto per quelli connessi : alla tossicodipendenza, all' handicap , all'AIDS, alla violenza sui minori,alle adozioni, agli affidi, al disagio giovanile, alla emarginazione sociale, alla mortalità scolastica, all'integrazione degli extracomunitari ed altri.
Attraverso la definizione del ruolo del pedagogista si può favorire una migliore qualificazione del sistema integrato di servizi sociali da cui dipende la riuscita della trasformazione istituzionale in atto, la crescita culturale della collettività e la formazione delle future professionalità da impiegare nel mercato del lavoro.
Il pedagogista, unitamente alle altre figure professionali, contribuisce a fornire una più articolata lettura dei sempre più complessi problemi educativi e individua ed indica le modalità operative da attivare in tale campo.
Opera a vari livelli presso enti centrali e territoriali, svolge funzioni tecniche e di consulenza per gli atti e gli interventi delle amministrazioni.
Le competenze consistono nell'individuazione dei bisogni e degli ambiti rispetto ai quali avviare una "ricerca-azione" e nel predisporre le "risorse" e gli "strumenti necessari" per condurla; consistono, inoltre, nella programmazione, elaborazione e verifica dei "piani d'intervento" di propria competenza; consistono, infine, nella progettazione e nel coordinamento delle "attività di formazione" degli operatori socio-educativi, socio-sanitari, socio-assistenziali e culturali;
Il pedagogista, per espletare le sue funzioni utilizza i metodi, le tecniche e gli strumenti della ricerca educativa, la quale ha uno statuto epistemologico e scientifico equivalente a quello di ogni altro tipo di ricerca collocato all'interno delle problematiche delle scienze umane e sociali comuni alla medicina, alla sociologia, alla psicologia in relazione tra teorico e sperimentale, tra qualitativo e quantitativo.
Si tratta di metodi e strumenti scientifici come "l'osservazione sistematica", i " test " (i test attualmente in commercio per i pedagogisti sono edizioni Erikson), i "questionari", i "colloqui", l'"indagine clinico educativa" e "statistica", in grado di essere usati in situazioni "naturali", di cogliere elementi di "contesto" e di "relazioni", di esplorare dimensioni "oggettive" o di "gruppo" e di collegare le conoscenze all'intervento.
La ricerca-azione condotta dal pedagogista non é finalizzata solo alla formazione come si può facilmente pensare, ma é promotrice di sperimentazioni, di nuove ipotesi di organizzazioni di lavoro, necessaria alla progettazione degli interventi e soprattutto é "valutazione e trattamento di situazioni educative".
Il pedagogista é, quindi, esperto in varie tecniche della ricerca educativa; egli imposta i piani di ricerca-azione, li conduce avanti, formula i "profili pedagogici", predispone i piani d'intervento e di "trattamento pedagogico" e li realizza; verifica l' iter di realizzazione e di produttività nel caso in cui l'intervento é affidato ad altri operatori. .
L’attività svolta dal pedagogista é così un'attività diversa da quella svolta dagli educatori professionali di bambini, di giovani o adulti
Egli rileva sistematicamente da una parte i bisogni e le risorse disponibili nel territorio al fine di attuare gli interventi e dall'altra soddisfa i bisogni educativi presenti nella popolazione sia che vengano espressi in forma di domanda esplicita che di domande latenti o come bisogno insorgente anche mediante attività di trattamento abilitativo o riabilitativo.
Il pedagogista assolve, inoltre, il compito di fornire alle famiglie il “sostegno educativo specialistico" e la "consulenza pedagogica" sia per quanto concerne i problemi familiari e di educazione dei figli che per quanto riguarda problemi legati a stati di svantaggio od abbandono dei figli, ad adozioni o ad affidi.

la PEDAGOGIA e la figura professionale del Pedagogista


La pedagogia è una scienza empirica eidetica teorica il professionista è il pedagogista egli studia il comportamento i suoi destinatari sono le persone per tutto il ciclo della vita (bambini, adolescenti, giovani, adulti, anziani) Il pedagogista è un professionista dotato di una formazione multidisciplinare, che solitamente comprende la pedagogia stessa, la psicologia, l'antropologia, la sociologia, la filosofia.
Etimologia della parola
Il termine pedagogia deriva dal greco παιδαγογια (arte del pedagogo), da παιδος (paidos: bambino) e αγω (ago:  guidare, condurre, accompagnare). Nell'antica Grecia il pedagogo era uno schiavo che accompagnava il bambino a scuola o in palestra. Dopo che i Romani ebbero conquistato la Grecia, venne chiamato paedagogus lo schiavo greco che, oltre ad accompagnare i bambini, insegnava loro la lingua greca. Col tempo il significato di paedagogus divenne quello di insegnante, indipendentemente dallo stato sociale, e in età imperiale paedagogum era chiamata la scuola dei paggi di corte.  Successivamente già in epoca medioevale il pedagogo era il servo del re che si occupava dell'istruzione dei giovani principi e cortigiani, e che limitava l'aspetto educativo alla trasmissione di contenuti primari come "leggere e scrivere". In seguito il termine pedagogo ha assunto il significato di precettore e attualmente è utilizzato in termini dispregiativi o ironici. Da pedagogia deriva il termine pedagogista,come è chiamato oggi, lo studioso di pedagogia. Il moderno Pedagogista si occupa della persona per l'intero arco della sua vita (bambini, adolescenti, giovani, adulti, anziani)

pedagogia in pillole


Ascolto attivo
L’ascolto attivo è un ingrediente principale di una buona comunicazione. Richiede quindi la capacità di ascoltare veramente l’altro e non solo nelle parole ma nell’insieme del suo essere nella relazione, quindi è importante cogliere quanto dice dimostrando di averlo compreso con riformulazioni; sottolineando gli aspetti che sembrano significativi; rispettando le pause dell’altro evitando di inserire domande su domande concentrandosi invece sull’approfondimento di un concetto per volta; adattarsi allo stile comunicativo dell’utente evitando di imporre il proprio; accogliere il messaggio così come arriva evitando correzioni di scorrettezze grammaticali, ortografiche o sintattiche.
Considerando che la relazione è via web dobbiamo pensare più ad una lettura attiva senza dimenticare che questa rimanda ad un ascolto di quelle emozioni e di quei pensieri che emergono intanto che si legge ciò che l’utente scrive. E’ importante quindi rispettare le pause dello scambio; l’utente ha bisogno di tempo per formulare le sue richieste e il consulente necessita di un suo tempo per formulare le risposte o per sollecitare semplicemente la conversazione. Il fatto di non vedere in faccia l’utente non deve indurre a pensare di dovere rispondere immediatamente così da non far sentire l’utente solo o abbandonato; conta invece la risposta che viene data, soprattutto perché scritta. E’ opportuno allora preoccuparsi di aiutare l’utente a vivere lo spazio fra una battuta e l’altra come un tempo normale dentro uno schema relazionale diverso da quello della oralità.
Chi fa molto uso di Internet e accede di frequente a consulenze specialistiche online è abituato a tempi molto veloci di comunicazione che non sempre corrispondono però ad una buona qualità della stessa. A prescindere quindi da cosa si dice la relazione via chat diventa già educativa nel momento in cui espone al confronto con tempi interiori diversi e apre il contatto con parti più remote del sé.

Ascolto empatico
L’ascolto attivo è necessariamente, nella relazione d’aiuto, ascolto empatico. L’empatia è la capacità di sentire le emozioni di un’altra persona con cui si interloquisce; il sentire però non
deve diventare un “fare proprio” che sequestra vissuti altrui ma un temporaneo ingresso nelle emozioni dell’altro al fine di comprenderne lo stato interiore, il punto di vista, i pensieri e le reazioni e poterlo aiutare, da una parte, a contenere l’emozione nella sua curva evolutiva e dall’altra a leggerla attraverso la restituzione di un’altra persona.
Per quanto si possa affinare la propria competenza empatica occorre sempre ricordare che ogni stato emotivo acquista coloriture e spessori che sono propri di chi vive l’emozione, secondo la propria storia e i personali trascorsi, ma anche secondo l’intelligenza, l’educazione ricevuta, la visione del mondo.

pedagogia in pillole


La relazione d’aiuto
La relazione d’aiuto si caratterizza come incontro fra due persone, una delle quali si trova in una condizione di bisogno ( riferita alla necessità di risolvere un problema di varia natura:
emotivo-affettiva, di lavoro, educativo, di salute) e l’altra ha una competenza/abilità e capacità di adattamento che si sono rivelate efficaci rispetto a situazioni problematiche da affrontare.
La relazione d’aiuto (continua)
Se la relazione d’aiuto si instaura primariamente come relazione autentica allora l’aiuto si esplicherà nei termini del favorire la crescita dell’utente in un rapporto di interscambio con il
consulente che offre aiuto.
L’aiuto infatti non va inteso come elargizione di consigli o suggerimenti risolutivi ma come attivazione di risorse di cui la persona dispone ma che al momento non riesce a recuperare
dentro di sé o ad impararne di nuove. Per attivare tali risorse o sostenere l’apprendimento di nuove abilità occorre capire quali ostacoli, e di che natura ( cognitiva, emotiva, pratica)
impediscono alla persona il pieno sviluppo del Sé. Carl Rogers, uno dei maggiori teorici della relazione d’aiuto, pose l’attenzione sulla necessità che la relazione d’aiuto fosse centrata sul cliente, sulla persona quindi che chiede aiuto e il cui bisogno va letto nella peculiarità del suo originarsi in quella persona e non in un’altra. Non si tratta infatti di generalizzare tecniche procedurali acquisite ma di inserirsi nella relazione portando quelle abilità che il cliente chiede di sviluppare e di maturare.

SERVIZI OFFERTI DALLO STUDIO D'AURIA


Lo studio offre anche consulenza genitoriale: è un servizio rivolto ai genitori con la finalità generale di sostenerli, stimolarli e orientarli nel loro, a volte difficile, ruolo di "adulto educante", migliorando la loro capacità di ascolto ed accoglienza dei bisogni reali dei bambini oltre che la consapevolezza del proprio "stile educativo", nell'ottica della valorizzazione di risorse e competenze personali.
Obiettivi delle consulenze pedagogiche ai genitori:
·     conoscere, riconoscere e incrementare risorse e competenze genitoriali di ciascuno,
·     supportare i genitori nella crescita e nella gestione dei figli,
·     comprendere i bisogni dei propri figli,
·     incentivare modalità educative e comunicative idonee,
·     imparare a mettersi in discussione,
·     incentivare la condivisione e lo scambio di opinioni,
·     riconoscere le proprie emozioni e quelle dei figli rafforzare la capacità di gestione del conflitto.

Servizi dedicati ai ragazzi
 Pedagogia scolastica
Affrontare alcune forme di disagio presenti nella realtà  scolastica al fine di migliorare la situazione di insegnamento/apprendimento e il clima relazionale della classe coinvolgendo attivamente docenti e genitori in vista di  un rafforzamento della corresponsabilità educativa scuola-Famiglia. La realtà scolastica, nella sua complessità e specificità,  presenta alcune forme di disagio che incidono profondamen0te sulla serenità delle diverse figure che la compongono (studenti, docenti, genitori etc.).
Da difficoltà legate  all’apprendimento a problematiche inerenti il ben-essere  psico-fisico-relazionale fino a manifestazioni eclatanti di  prepotenze e prevaricazioni (bullismo), tanto gli studenti  quanto i genitori e i docenti interessati si trovano spesso privi  di strumenti per una corretta interpretazione ed un efficace  interevento di natura preventiva e/o curativa. Il servizio di  Pedagogia scolastica, pertanto, mira ad affrontare tali  situazioni di disagio (difficoltà di apprendimento,  problematiche psico-fisico-relazionali, bullismo) attraverso un  intervento integrato di formazione con gli studenti, con  docenti e genitori e l’attivazione di uno sportello psicopedagogico di approfondimento della casistica specifica. 

Sostegno Scolastico
Offriamo un servizio di sostegno scolastico pomeridiano rivolto a bambini di scuola primaria e ragazzi di scuola secondaria di primo e secondo grado, con la possibilità di acquisire un metodo di apprendimento personalizzato.
Il piccolo gruppo di discenti viene seguito da personale altamente specializzato in possesso di laurea in Scienze dell'Educazione. L'attività di sostegno scolastico si svolge dal lunedì al venerdì, dalle 15 alle 18 a partire dal 01 settembre fino al 30 giugno di ogni anno e comprende, oltre lo svolgimento dei compiti, attività ludico-espressive, grafico-pittoriche etc.
Inoltre, ai genitori dei ragazzi frequentanti è concessa la partecipazione gratuita al percorso formativo Educarsi per educare, ciclo di incontri sull'educazione familiare, in fase di programmazione.
Lo studio è aperto al pubblico dal lunedì al venerdì secondo il seguente orario: 9.30-13.00 e 15.30-18.30; la prima consulenza è gratuita! 

info sulle attività dello studio di consulenza e progettazione

Studio di Consulenza  Socio Pedagogica Dott.ssa Giuseppina D’Auria

Servizi di consulenza e progettazione educativa, integrazione sociale,  organizzazione di eventi e cerimonie.
Sempre maggiore è la domanda educativa e formativa proveniente dalle famiglie, dalla scuola, dalle istituzioni, domanda spesso insoddisfatta per mancanza di agenzie professionali specializzate in tal settore.
Lo Studio di Consulenza e Progettazione “dott.ssa Giuseppina D’Auria” rappresenta un punto di riferimento fondamentale per offrire una risposta a tale richiesta mettendo a disposizione una pluriennale esperienza nell’ambito educativo/formativo insieme, con la certezza e la passione di chi crede in una nuova formazione della Persona, fatta di Valori e di Senso. Nell’ottica della collaborazione con le attività Parrocchiali, si offre uno … Sportello Adolescenti, cioè uno... Sportello d'Ascolto.. CHE COS'E'?
E' UNO "SPAZIO D'ASCOLTO", UN LUOGO SIA VIRTUALE CHE REALE DOVE I RAGAZZI E LE RAGAZZE DAGLI  11 ANNI IN SU' POSSONO PARLARE ED ESSERE ASCOLTATI.
Un sportello di ascolto è uno spazio di riflessione e confronto preposto a stabilire una relazione accogliente tra il Pedagogista e i ragazzi che si trovano ad affrontare una fase critica della loro crescita, per riflettere e ripensare alle esperienze e agli incontri che avvengono nelle loro vite, affrontando insieme i dubbi e le difficoltà, e imparando a convivere con le emozioni, spesso inquietanti che possono nascere. Lo strumento principale di cui si avvale questo servizio è l’ascolto: ascoltare implica recettività, curiosità, interesse autentico  per l’interlocutore.
SI RIVOLGE: ESCLUSIVAMENTE AGLI ADOLESCENTI ( 11 - 18 ANNI )
Lo sportello è gratuito e accoglierà tutte le richieste dei giovani, grazie alla disponibilità di Educatori (Pedagogisti ), pronti a rispondere a qualsiasi domanda e richiesta di aiuto o di confronto. Il contenuto dei colloqui è tutelato dal segreto professionale. I colloqui educativi non sono da confondere con interventi psicoterapeutici.
COME FARE: E' POSSIBILE UTILIZZARE IL SERVIZIO ESCLUSIVAMENTE ON LINE, ATTRAVERSO LA CHAT DI FACEBOOK, CONTATTO “Giuseppina D’Auria” OPPURE RICHIEDENDO UN COLLOQUIO PRIVATO TRAMITE E-MAIL. Inoltre tramite il servizio e-mail è possibile anche mantenere l'anonimato.
Presso i locali dello studio, sito in corso del tirreno (sul retro della pizzeria Old Ranch) è attivo lo Sportello Adolescenti, rivolto a ragazzi di età compresa fra gli 11 e i 18 anni,  che spesso affrontano piccoli o grandi disagi dovuti agli importanti cambiamenti fisici, mentali e sociali;  si tratta di un progetto volto alla prevenzione e alla cura del disagio giovanile. 
Il vantaggio di tale servizio rispetto ad altri è che si tratta di uno spazio esterno e pertanto indipendente dalle strutture  (ad esempio scuole, associazioni sportive o religiose) di norma frequentate dai ragazzi, consentendo, pertanto, una maggiore privacy e un accesso più discreto. 
Il servizio offre un colloquio iniziale gratuito al quale potranno fare seguito dei percorsi maggiormente strutturati,  nel rispetto delle esigenze e delle richieste di ciascun ragazzo. 
Tutti i colloqui sono ovviamente riservati ed in questo modo il ragazzo potrà fare l’esperienza di parlare con un adulto estraneo, ma esperto, delle sue difficoltà legate alla fatica di crescere, in un momento in cui è particolarmente difficile per lui trovare un interlocutore veramente capace di comprenderlo e di supportarlo.   Spesso i genitori non riescono a ricoprire tale ruolo perché i figli adolescenti stanno muovendo i primi passi verso l’autonomia e l’indipendenza da tali figure, che per lungo tempo sono state per loro i principali punti di riferimento.
 Ma, in molti casi, i ragazzi non trovano risposte adeguate neppure
nel gruppo dei pari in quanto sono anch’essi alle prese con analoghe problematiche.  
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