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venerdì 26 aprile 2013

I DISTURBI DISSOCIATIVI




I disturbi dissociativi sono quattro: amnesia dissociativa, fuga dissociativa, disturbo di depersonalizzazione, disturbo dissociativo d'identità. Essi si caratterizzano per profonde alterazioni di coscienza, memoria, senso di identità e percezione della realtà. Le persone colpite da questi disturbi possono essere incapaci di rievocare eventi importanti della loro esistenza, oppure possono dimenticare per un periodo di tempo la propria identità o arrivare ad assumerne una nuova; possono inoltre allontanarsi dai luoghi dove abitualmente risiedono. I disturbi dissociativi possono essere diagnosticati solamente uno per volta, e non possono presentarsi contemporaneamente nello stesso paziente. La diagnosi che ha la precedenza è quella del disturbo dissociativo d'identità, seguita da fuga dissociativa, amnesia dissociativa e depersonalizzazione.

Amnesia dissociativa: l'amnesia dissociativa è caratterizzata dalla presenza di almeno un episodio d'incapacità nel ricordare dati personali importanti, generalmente in seguito ad eventi traumatici o stressanti; questa incapacità risulta troppo estesa per poter essere spiegata come un normale episodio di dimenticanza, e non si manifesta nel corso dell'evoluzione di un'altra patologia, come fuga dissociativa o disturbo post traumatico da stress (vedi disturbi d'ansia). Per essere diagnosticata, essa non deve essere causata dall'uso di sostanze, da una condizione medica generale o da disturbi neurologici; inoltre, deve causare disagio significativo, causare disturbo alla vita sociale o lavorativa del soggetto, o ad altre aree esistenziali importanti. Il più delle volte l'amnesia riguarda tutti gli eventi accaduti in un certo lasso di tempo; più raramente l'amnesia si può manifestare sotto forma di (1):
amnesia continua: l'episodio di perdita di memoria si protrae per lungo tempo o riguarda un periodo di tempo esteso;
amnesia generalizzata: l'amnesia riguarda l'intera vita del soggetto;
amnesia selettiva: l'incapacità riguarda soltanto alcuni degli eventi avvenuti in un certo periodo di tempo.

È importante ricordare che durante l'episodio di amnesia dissociativa il comportamento del soggetto è normale, ad eccezione del disorientamento che essa può provocare, e che può portare la persona a vagare senza meta: essa non è in grado di riconoscere persone normalmente conosciute, ma mantiene intatte le sue capacità (ad es. leggere e scrivere), e le conoscenze già acquisite, culturali e sociali. Solitamente, l'amnesia termina improvvisamente, così come si è presentata, e il soggetto recupera completamente la memoria. Le possibilità di ricaduta sono rare.

Fuga dissociativa: la fuga dissociativa si manifesta attraverso un allontanamento inaspettato e improvviso dai luoghi in cui la persona risiede abitualmente, accompagnato dall'incapacità di ricordare il proprio passato; in questo disturbo la perdita di memoria risulta dunque più estesa rispetto al precedente. Il soggetto presenta confusione circa la propria identità, e può assumerne una nuova, iniziando una vera e propria nuova esistenza, dotata di caratteristiche proprie (un nome diverso, un diverso impiego, differenti contatti sociali e così via). Gli altri criteri diagnostici sono gli stessi dell'amnesia dissociativa. Gli episodi di fuga dissociativa si manifestano generalmente in seguito ad un episodio traumatico o stressante; essi possono avere una durata variabile, passando da uno spostamento temporalmente e geograficamente limitato ad un allontanamento più consistente (ed è questo il caso in cui viene assunta una nuova identità). Il recupero di memoria è in genere completo, benché i suoi tempi siano ampiamente variabili, ma permane l'incapacità del soggetto di ricordare gli eventi accaduti durante la fuga.

Il disturbo di depersonalizzazione: nel disturbo di depersonalizzazione la persona presenta una grave alterazione della percezione o dell'esperienza di sé: con questo disturbo si intende un'esperienza ricorrente di sentirsi estraneo, osservatore esterno dei propri processi mentali o del proprio corpo. Queste esperienze causano disagio significativo e menomazione dell'esistenza; può succedere che la persona si percepisca come un meccanismo, come se lei stessa e gli altri fossero degli automi, oppure può avere l'impressione di vivere in sogno, al di fuori della realtà quotidiana. L'esame di realtà (vedi glossario) rimane comunque intatto, cosa che non si verifica nel caso dei soggetti schizofrenici, i quali vivono queste esperienze con maggiore intensità e nella più assoluta completezza. La peculiarità di questo disturbo rispetto agli altri dissociativi è l'assenza di un'amnesia.

Disturbo dissociativo dell'Identità: nel disturbo dissociativo di Identità la persona manifesta almeno due distinte identità o stati di personalità del tutto indipendenti, ciascuno con propri modi costanti di percepire, relazionarsi e pensare nei confronti di se stesso e dell'ambiente. Essi emergono e si manifestano assumendo ricorrentemente il controllo della persona in tempi diversi, e spesso accade che un'identità non abbia memoria dell'altra, non sia quindi cosciente dell'esistenza dell'altra e non ne possa serbare alcun ricordo. L'identità primaria, come le altre identità secondarie, sono consapevoli però di avere delle lacune nella memoria e talvolta hanno un sentore le une delle altre. Solitamente le varie personalità sono molto diverse l'una dall'altra, anche opposte, arrivando ad essere destrimane o mancine, o ad avere differenti allergie.
Questo disturbo esordisce nell'infanzia, ma generalmente viene diagnosticato soltanto nell'adolescenza; esso è più pervasivo degli altri disturbi dissociativi e spesso assume la forma di cronicità, precludendo la possibilità di un recupero completo. La compresenza con altre diagnosi è frequente, come con depressione, disturbo borderline di personalità e disturbo di somatizzazione (2).


Riferimenti bibliografici:

(1) Coons, P.M., & Milstein, V. (1992). Psychogenic amnesia: A clinical investigation of 25 cases. Dissociation: Progress in the Dissociative Disorders, 5, 73-79.

(2) Ross, C.A., Miller, S.D., Reagor, P., Bjornson, L., & Fraser G.A. (1990). Structured interview data on 102 cases of multiple personality from four centers. American journal of Psychiatry, 147, 596-600.

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