Translate

lunedì 14 maggio 2012

TACCUINO DI VIAGGIO DI UNA CONSULENTE PEDAGOGICA. I DIVERSI ASPETTI DELLA GLOBALIZZAZIONE.


di Giuseppina D’Auria

Nell'ambito della promozione della cittadinanza europea attiva, la Commissione Europea ha pubblicato un invito volto a promuovere eventi pertinenti ai gemellaggi tra città, che contribuiscano ad avvicinare maggiormente le popolazioni dell'Unione Europea ed a rafforzare la coscienza europea. Il “bello” dei programmi comunitari è la possibilità di poter vedere sovvenzionate le idee progettuali ritenute valide, naturalmente a condizione che ne sussistano tutti i requisiti formali e sostanziali.
Nello specifico, ci riferiamo al Progetto di gemellaggio presentato, nello scorso triennio, dalle amministrazioni comunali di un paesino calabrese, di circa 5000 anime e del nuovo Progetto, voluto dalle amministrazioni di tre paesini della Moravia-silesia, appena realizzato.
Tali amministrazioni hanno immaginato di potersi gemellare utilizzando i fondi stanziati per gli “incontri tra cittadini”, a tal scopo erogati dalla Comunità Europea, per sostenere le spese di vitto e alloggio delle comunità ospitanti e le spese di viaggio delle comunità ospiti.
Nello scorso anno si è tenuto un primo evento di gemellaggio qui in Italia, per la precisione a Santa  Maria del Cedro (CS), nella zona dell’Alto Tirreno della Calabria, fortemente voluto dalla amministrazione comunale uscente; condiviso, con grande sensibilità, e  realizzato dalla neo eletta amministrazione.
A tale evento, ipotizzato, in fase progettuale, come preparazione di un gemellaggio e realizzato nel novembre 2004, ne è seguito un altro, concretizzato nel mese di novembre 2005 mediante un nuovo finanziamento e giustificato come attuazione dell’incontro preparato nell’anno precedente.
Noi siamo state incaricate di progettare l’incontro e di organizzare le attività burocratiche e amministrative.
Il coordinamento delle persone e dei mezzi è avvenuto in fasi successive alla comunicazione, da parte della Direzione Generale Istruzione e Cultura della C.E., della bontà e validità progettuale nonché dei termini iniziale e finale dell’evento. Pertanto abbiamo iniziato con la predisposizione di fotocopie dei documenti di identità dei partecipanti. Per i minori non in possesso della carta di identità è servita una documentazione speciale il cui iter procedurale per ottenerla è stato suggerito dagli impiegati Settore Anagrafe e stato civile del Comune di Santa Maria del Cedro.
Abbiamo inviato richiesta formale all’Istituto alberghiero di Praia a Mare (CS) per la partecipazione degli studenti, di Santa Maria, specializzati nel settore cucina e per il docente accompagnatore, simile a quella fatta per il Liceo scientifico di Scalea.
Abbiamo pensato anche ad un adempimento facoltativo: il certificato di assistenza medica all’estero (per il nostro Distretto Sanitario è ancora necessario recarsi presso gli uffici della ASL e compilare un modulo; in città esiste il servizio telematico che permette l’utilizzo della tessera sanitaria magnetica, inviata dal Ministero dell’economia e delle finanze tramite l’Agenzia delle Entrate).
Per i minori, e per gli studenti in genere, abbiamo chiesto l’autorizzazione dei genitori, ottenuta tramite presidenza del Liceo scientifico, dell’Istituto alberghiero e delle Scuole medie inferiori.
Abbiamo definito l’elenco dei partecipanti  (distinti in Rappresentanti delle amministrazioni e Istituzioni locali, Imprenditori e Artigiani, appartenenti a gruppi svantaggiati, rappresentanti dell’associazionismo locale, operatori sociali, uomini e donne di Santa Maria, adolescenti e giovani studenti, banda musicale, insegnanti, artisti) utilizzando obbligatoriamente le prescrizioni della C.E. indicate sulla modulistica progettuale, che propone una suddivisione percentuale dei rappresentanti delle categorie sociali previste.
Tale elenco è servito per la comunicazione alla C.E. dei cittadini impegnati nell’evento; inoltre è stato utilizzato per le formalità amministrative negli alberghi utilizzati per il pernottamento e il soggiorno a Tarvisio ed a Silherovice.
La richiesta dei preventivi e la gara pubblica per gli alberghi e per i mezzi di trasporto sono state ultimate nelle due settimane precedenti la data di partenza.
Abbiamo raccolto l’invito al recupero degli antichi sapori della cucina tradizionale e, a tal proposito, abbiamo deciso di portare degli assaggi di prodotti tipici per la “Festa dei popoli”, organizzata nella sala della cultura del Comune di Bolatice.
La cittadinanza di Santa Maria del Cedro ha contribuito alla riuscita di tale scambio enogastronomico con donazioni spontanee di liquori e creme al cedro, limoncello, nocino, biscotti e paste di mandorla al cedro, canditi di cedro, fichi secchi ripieni di mandorle o noci, panicelli d’uva, taralli con lo zucchero, cantucci al cedro, mandarini, molte collane di peperoni secchi da friggere sul posto, sott’oli –melanzane e zucchine- sopressate, salsicce, capicolli,  prosciutti, formaggi, pane fresco fatto in casa, caffè e zucchero (con grossa macchina moka utilizzata per preparare il caffè durante la festa di piazza), qualche damigiana di vino, cipolle di Tropea e aglio, spaghetti e pepe rosso macinato.
Oltre al cestino-omaggio contenente gli stampati ed i prodotti tipici per gli amministratori e le personalità incontrate nei paesi Cechi, c’è stata la felice idea, realizzata grazie all’opera di un artigiano dell’Alto Tirreno, di creare una targa-ricordo per il comune polacco (Rudy, in provincia di Ratiborz) gemellato con Hlucin, per le scuole alberghiere di Silherovice  e di Opava, per i Sindaci di Bela e di Kravare.
Si è pensato di predisporre un kit di lavoro per i partecipanti al viaggio, consistente in una cartellina, fogli bianchi, una penna, il programma delle attività con informazioni dettagliate sugli impegni di lavoro giornalieri e sugli orari da rispettare, con lo scopo di fornire il materiale necessario per prendere appunti, scrivere impressioni o lasciare semplicemente il proprio indirizzo.
L’Ufficio stampa  ha coordinato, assieme ad una giornalista locale, e prodotto giornalmente durante il soggiorno in Rep. Ceca, una serie di interviste, relative all’evento, somministrate alle personalità di spicco intervenute, al Preside della scuola media italiana, alla corrispondente Preside ceca, al Preside dell’Istituto alberghiero ceco e al Vice-Preside Italiano, ai Presidi dei Licei scientifico e classico italiano e ceco, con lo scopo di dare massima rilevanza all’evento, di avere traccia del lavoro svolto e di sfruttarne la ricaduta d’immagine positiva per l’amministrazione.
Abbiamo coinvolto i docenti di musica delle medie, li abbiamo stimolati a produrre un programma di lavori per i ragazzi, che è stato prontamente attuato in più occasioni, in collaborazione con gli elementi della banda musicale paesana.
Lo scambio culturale è avvenuto anche attraverso le interpretazioni musicali e canore dei nostri giovani intervallate da quelle dei ragazzi dei paesi cechi. Sono stati interpretati molti brani da intrattenimento per le serate, brani classici, brani folkloristici, gli inni nazionali italiano e ceco, il Nabucco e l’inno europeo (inno alla gioia).
Se tutto procederà per il meglio, e le amministrazioni coinvolte vorranno perseverare nelle attività iniziate e sostenere la creazione di rapporti internazionali a livello orizzontale come fatto sin ora, con lo scopo di approfondire la tematica dei poteri decentrati dello Stato, bypassando le Istituzioni Italiane e Ceche a livello verticale, esisterà la possibilità di chiedere, per una ultima volta, il finanziamento di un ulteriore viaggio e soggiorno per scambi tra le comunità gemellate.
Le finalità ultime di un gemellaggio non si riducono al viaggio-soggiorno (ricco di escursioni) e al  rientro in patria con un bagaglio di ricordi e belle esperienze, ma sono più profonde: concernono le molteplici possibilità di sviluppo e interazione reciproca che le comunità riescono a proporre.
Riguardano le interdipendenze che i singoli producono, con i propri costruttivi apporti all’evento generale, e le reciproche ricadute di diverso spessore culturale e sociale. Le aspettative dei partecipanti sono state in parte realizzate nello scambio interpersonale di notizie e informazioni su abitudini, costumi, cultura della legalità e dello Stato, formazione, lavoro, diritti sociali, doveri dei cittadini, socialità e metodologie di scambi interculturali delle giovani generazioni su tematiche care alla C.E. quali razzismo, xenofobia, odi razziali, formazione e lavoro dei giovani.
Durante i lavori della Conferenza, tenutasi presso l’Università di Opava, assieme al Preside di Facoltà e alla Direttrice del Dipartimento di Italianistica, abbiamo ipotizzato la possibilità di gemellarci allo scopo di attuare Seminari di formazione per le persone responsabili dei gemellaggi, per gli studenti Cechi in Italia e per quelli Italiani in Rep. Ceca o per chiunque volesse partecipare ad attività di formazione universitaria in ateneo italiano o ceco. Si è fatto il punto su alcune differenze del sistema di studi e di carriere universitarie apprezzando molto la possibilità, offerta ai cittadini cechi, di poter frequentare gratuitamente tutti i curricula formativi e le modalità di accesso ai dottorati di ricerca o alle docenze a contratto.
L’integrazione dei popoli avviene per mezzo della conoscenza diretta degli stessi, tramite la possibilità di appurare l’esistenza di diversi stili di vita, tradizioni e abiti culturali che, in fondo, pur realizzandosi mediante rituali diversi, scoprono gli uomini molto simili tra loro.
Un ulteriore passo è stato compiuto dal Vice-preside dell’Istituto alberghiero di Praia a Mare (Cosenza) il quale, facendosi portavoce del Capo d’Istituto e del Consiglio dei Docenti, ha consegnato al Preside del corrispondente Istituto di Silherovice (Rep. Ceca) una bozza di Convenzione, concernente la possibilità di stage e tirocini di formazione per gli studenti italiani già dal mese di maggio 2006.
I simbolismi, se condivisi, servono a tenere coesa la popolazione, a fornire valori comuni nei quali riconoscersi come unità nazionale; noi siamo andati oltre e abbiamo pensato sia importante avere valori condivisi ma necessario, principalmente, renderli operativi attraverso l’attuazione pratica di buone prassi comuni.
La comunità di santamarioti e quelle di Hlucin, Silherovice, Bolatice e Dolni Benesov hanno riflettuto assieme, durante convegni e seminari, sui valori comuni (su quelli condivisi, sui valori nazionali e su quelli che hanno riconosciuti validi ma non condivisi dalle proprie cittadinanze); su tradizioni e rituali collettivi, come quella ancestrale di offrire il pane e il sale, condivise dal nostro popolo Italiano e da quello Ceco. Hanno per entrambi origini antiche, dovute a stagioni storiche diverse, ma  spiegazioni molto simili.
La Repubblica Ceca rappresenta da sempre il crocevia fra le diverse culture europee. Il marcato profilo culturale delle città ceche, delle residenze di campagna e delle località termali, è sempre stato fonte d’ispirazione per i visitatori e per gli ospiti. Il quadro della cultura locale è completato, naturalmente, anche dalle tradizioni tipiche, dalla cucina ceca e dal folklore. Ad esempio, l’abitudine consolidata, di utilizzare le pantofole, al posto delle scarpe, negli ambienti scolastici e di lavoro, connota fortemente l’indirizzo personalistico del popolo ceco, di rispetto per le esigenze del singolo, mettendo in risalto anche il recente passato storico.
Le persone sono alla base di qualsiasi rapporto, le singole specificità danno colore alla massa: Essere, Valore e Senso non sono mai stati più connaturati tra loro sin d’ora nel dimostrare le proprie sinergie e specificità.    
Naturalmente, un gemellaggio tende ad evidenziare ciò che di meglio una comunità può esprimere  e ciò che di migliore una cittadinanza possiede in termini di sapere, saper essere e saper fare. L’empatia e l’emotività hanno fatto da collante tra le persone che, rallentate dalla barriera della lingua, hanno cercato e trovato con costanza similitudini e somiglianze tra loro e, ove non ce ne fossero, hanno creato nuovi legami con lo spirito dei pionieri, dei costruttori di ponti, per unire terre tanto lontane geograficamente ma molto vicine in termini di realtà umana.
I giovani, in special modo, hanno rilevato e condannato tutta la negatività della globalizzazione ed i suoi simboli in termini di catene di discount e di colossi internazionali della ristorazione, di marche e brands legate al mondo della moda, leggendoli come fili rossi di una mega ragnatela che, ormai, avvolge il globo, coprendo i  fili multicolori e multisfaccettati delle singole realtà locali.
Essi hanno avuto modo di discorrere molto sia in inglese che tramite una interprete, hanno rilevato le similitudini tra gusti, abitudini, aspirazioni per il futuro ma, soprattutto, hanno assorbito come spugne, avidi della necessità di fare tesoro di ogni piccola esperienza, qualsiasi forma di conoscenza culturale venisse loro prospettata e non solo tramite i confronti più o meno impegnati ma anche per mezzo di giocose partite di booling e di golf.
L’evento è durato ben dodici giorni, ha sviluppato un programma denso di attività culturali, educative e formative, turistiche e ludico-ricreative ed ha creato sinergie e ponti verso il futuro.
Ogni giorno è stato un grosso “contenitore” di esperienze che le comunità, nelle persone dei propri partecipanti, sentono di dover e voler trasferire a chi è rimasto a casa, in termini di buone pratiche apprese e di idee concrete da poter realizzare per migliorare il proprio stile di vita.
La partecipazione alla Santa Messa domenicale, ai pranzi e alle cene di gruppo, alle passeggiate ed escursioni tra ville, castelli e palazzi nobiliari, musei e biblioteche, parchi e laghi, cittadine più o meno grandi e piccole, alle visite guidate nelle fabbriche, alla miniera, alle scuole di ogni ordine e grado non ha escluso la possibilità e la realizzazione giornaliera di conferenze allargate alla cittadinanza.
La maggioranza del popolo ceco è cattolica; abbiamo notato la presenza di chiese e cattedrali e l’assenza di comunità di religiosi e di religiose; molto presenti sono le forme laiche di assistenzialismo e servizi alla persona per le categorie protette e svantaggiate e le modalità di autofinanziamento delle stesse, probabilmente a causa del recente passato storico, di repressione e di livellamento sociale attuato dal vecchio regime comunista, antecedente l’attuale Democrazia repubblicana.
Sono state sviluppate le tematiche relative allo sviluppo della Regione Calabria (in rapporto alla Regione Moravia-silesia) e delle autonomie locali, alla cittadinanza europea attiva e alla progettazione europea; abbiamo appreso e apprezzato le politiche attuate in agricoltura e  per le attività produttive locali. L’organizzazione pubblica dell’educazione e della formazione delle nuove generazioni è legata alla possibilità di inserirsi in meccanismi di lavoro oltre che dal ventaglio di proposte in ambito comunitario.
Si è discusso molto del ruolo dello Stato e dei poteri decentrati dello stesso, della possibilità di creare pari opportunità mediante nuovi e migliori posti di lavoro. Si è segnalata la rilevanza delle diversità culturali che ci stimolano alla crescita nella valorizzazione delle differenze, le occasioni di scambi  nel settore del turismo e del tempo libero.
Ogni partecipante ha dato il suo contributo in termini di umanità e idee; si sono ipotizzate nuove prospettive comuni in campo umanitario e associativo internazionale; sono stati percorsi itinerari che portano alle interazioni tra istituzioni scolastiche superiori e universitarie per favorire la mobilità tra gli studenti e la possibilità di effettuare stage e tirocini formativi e  professionalizzanti,  che esulano dai programmi europei di mobilità per gli studenti, i docenti e ricercatori perché puntano sul rafforzamento del rapporto di gemellaggio tra le nostre due comunità italo-ceca.
Siamo modestamente soddisfatti dei passi effettuati e delle strade percorse fin ora; ogni cammino, prima o poi, porta ad un bivio, ogni crocevia presuppone delle scelte, ogni opzione è portatrice di nuovi percorsi, nuove strade da intraprendere. Pensiamo che l’intima ragione d’essere di un gemellaggio è l’abbattimento di barriere, di qualsiasi natura, per favorire l’integrazione dei popoli, la creazione di sinergie positive tra persone, la circolazione delle idee e l’offerta di nuovi itinerari comuni e/o convergenti da percorrere.
Agli amministratori e alle progettiste restano la soddisfazione di aver prodotto un’idea e il compiacimento per le modalità con cui è stata attuata; le cittadinanze hanno iniziato a percorrere assieme un itinerario che le rende più prossime.
Un ragazzo della nostra rappresentanza ha scritto che è stata una esperienza molto bella e divertente e sarà molto difficile da dimenticare. Noi aggiungiamo che la Memoria deve essere Nota, Documento, Cenno, Ritenzione di tutto quanto è stato vissuto e condiviso; non deve connotarsi come mera facoltà ritentiva ma ha il dovere di indicare ciò che è stato suggerendo ciò che potrebbe essere in divenire. Alle nuove generazioni il compito di condividere le scelte, le strade e le prospettive di coloro che hanno iniziato un percorso di crescita comune con l’onere e l’onore di superare gli individualismi, di dover e poter aggiungere, costruire, consolidare e scommettere su un futuro comune.  

Nessun commento:

Posta un commento

Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione 4.0 Internazionale